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Il Napoli non risorge. La Lazio vola a +6 dagli Azzurri.

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fabio-corsaro-2 sport Il Napoli non risorge. La Lazio vola a +6 dagli Azzurri. th_6580Pandev risponde a Candreva. Poi i biancocelesti dilagano con Mauri e Ledesma.

Ancora un passo falso da parte degli uomini di Mazzarri. La Champions si allontana, ma occhio alle sorprese.

 

Chance sprecata. La Lazio abbraccia il terzo posto ed è in fuga. Lontani sei punti dagli Azzurri, il sogno Champions per il Napoli sembra essere al tramonto. Una squadra stanca e priva di idee, soprattutto a centrocampo dove creatività ed iniziativa dovrebbero essere padroni. La mancanza di Gargano si sente. Inler non garantisce quella qualità che si sperava potesse apportare in mediana. Sembra spegnersi quella fiamma che illuminava le speranze dei napoletani di riascoltare ancora per un anno quella dolce musica della Champions League al San Paolo. Ma il calcio è privo di dogmi e assiomi. E la storia insegna che le sorprese sono dietro l’angolo, celate in ogni partita e risultato. Ma non basta sempre aggrapparsi a sogni e speranze. Per la conquista di un obiettivo, sono necessari i punti ottenuti sul campo. E se proprio le gambe sono scariche, sarebbe l’ideale iniziare a giocare col cuore. Poi un rigore non dato. Un fuorigioco non assegnato. Napoli penalizzato ma non giustificato. Che supplizio sulle palle alte! Cavani, mode off. Lavezzi ispira. Pandev, torta senza ciliegina. Ora tocca mettersi a lavoro. Sette partite più una di Coppa al termine della stagione. Vincere per non cadere nel baratro. Mercoledì si ritorna in campo. Al San Paolo c’è l’Atalanta. A Torino la Juventus capolista sfida la Lazio. L’Udinese vola a Roma per incontrare una lupa affamata. Tutto nelle mani del destino. Tutto ancora da decidere.

De Sanctis, 5.5. Si lascia ingannare dal tiro di Candreva che gli passa sotto il braccio destro. Colpevole. Si riprende parzialmente nella ripresa con due buoni interventi.

Campagnaro, 6. Corre tanto e non sdegna il ruolo di terzino che occupa. Compie un gran salvataggio che salva momentaneamente il risultato. Cala nel finale con la squadra.

Cannavaro, 6. Ordinaria amministrazione. Cerca sempre l’anticipo. Si becca un giallo e salterà la sfida con l’Atalanta.

Britos, 5.5. Giocando saltuariamente, non può mai garantire una sicurezza tale da essere una pedina importante della difesa. Commette il fallo da rigore che chiude la partita ma il retropassaggio di Inler è totalmente imputabile come causa principale.

Aronica, 5.5. Gioca in un ruolo che non è suo. Più abituato a svolgere il lavoro di difensore centrale, si arrangia nei movimenti veloci e nelle ripartenze. Buono qualche intervento di anticipo, tipico del centrale difensivo. Molto impreciso nella costruzione del gioco.                                                                                    Dossena, sv.

Dzemaili, 5. Gioca molto largo rispetto al suo ruolo ideale. L’idea era forse di partire come mezz’ala, ma puntualmente si defila sempre più, incidendo quasi mai.

Inler, 5. Deludente prestazione dello svizzero. Ancora una volta. Compie un erroraccio che giova alla Lazio, con un lento retropassaggio che costringe il compagno Britos a commettere fallo in area, provocando un penalty. Mai decisivo in fase di impostazione. Ancor meno quando tenta la conclusione. Più muscoli che altro. Ma non basta.

Hamsik, 5. Dormiente nelle idee. Privo di iniziativa. Mai nel vivo dell’azione. Si ripara eseguendo semplici retropassaggi, rallentando il ritmo di gioco. Distratto. Compie un clamoroso errore nel tentativo di impostare l’azione nella propria metà campo, “fortunatamente” senza conseguenze. Apatico.

Pandev, 6.5. Si nota il suo buono stato di forma. Solito controllo di palla ottimale. Buoni gli inserimenti veloci e le palle profonde innescate per i compagni. Si prende la sua rivincita, siglando il gol del momentaneo pareggio. Si divora una rete all’inizio del secondo tempo. Cala e viene sostituito per noi muscolari.                                                                                                                                                                    Vargas, sv.

Lavezzi, 6.5. Rende tutto più vivace. Inizia molto in ombra. Poi si sblocca con qualche dribbling. Serve un assist, con un fantastico tacco, a Pandev, permettendogli di segnare. Scardina la difesa avversaria più di una volta. Infine cala, ritornando nell’ombra.

Cavani, 5. Tocco e via. Poco ispirato. Si mangia un gol sottoporta nei primi minuti di gara, ma è bravo Marchetti a chiudergli lo specchio.

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