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Vesuvio: terra di tutti, terra di nessuno

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 Oggi (e domani) ricorre la XX Giornata di Primavera del Fondo Ambiente Italiano. Io, però, sono andato a visitare un luogo non compreso tra quelli scelti dal FAI: il Parco Nazionale del Vesuvio.

Ogni volta ci ricasco. Il Vesuvio è vicino, lo posso raggiungere in pochi minuti. Il Vesuvio è distante, quanto di più distante ci possa essere da un’idea di parco. Dal 1995 è Parco Nazionale, da secoli quell’immensa tetta attrae viaggiatori e ispira artisti di tutto il mondo. Nell’immaginario collettivo è l’anima stessa di Napoli, il suo nume tutelare e il pericolo che incombe. Sovrasta le curve sublimi del paesaggio che con la sua furia ha modellato. Imbalsamatore di antiche vestigia e capriccioso dio pagano che rende incerto il nostro futuro. La vita che brulica ai suoi piedi conferma il fatalismo di noi Partenopei. Ma il Vesuvio è anche un deprimente monumento alla nostra inciviltà: baracche fatiscenti, edifici diroccati, resti “fossili” di tentati abusi, segnali divelti, indicazioni scrostate e poi immondizia, immondizia dappertutto. Bicchieri, bottiglie, piatti di plastica, cartacce e fazzoletti, scarti edilizi e buste di plastica ovunque. Plastica, plastica e ancora plastica. Gli arbusti e i rovi ai lati della strada hanno per fogliame brandelli di plastica. È come se qualcuno abbia voluto lasciare una traccia del suo passaggio: una scia che, come la bava di una lumaca, si può osservare lungo tutto il tragitto, su, fino al cratere.

Però non credo che la questione riguardi solo noi, penso che rappresenti una sconfitta per tutti. I cartelli che si succedono lo testimoniano in maniera eloquente: Parco Nazionale del Vesuvio (Nazionale!), Riserva Mondiale di Biosfera del MAB UNESCO (l’Unesco!), Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (per l’appunto!), Direzione Generale per la Conservazione della Natura (con la “N” maiuscola, ci dovessimo sbagliare!),Ministero delle risorse agroalimentari e forestaliGestione Foreste Demaniali (il Demanio!), Riserva forestale di protezione Tirone – Alto Vesuvio (alla faccia!), Centro di Educazione e Salvaguardia Ambientale Vesuvio e Centro di servizio per il volontariato (Legambiente, meno male).

Se il risultato di tanto “impegno” è quello che è sotto gli occhi di tutti, sarebbe il caso di conoscere quanti soldi siano stati spesi dal 1995 ad oggi e nelle tasche di chi siano finiti. E sarebbe pure il caso di individuare le Autorevoli Responsabilità di tale sfacelo.

 

Napoli, 24 marzo 2012

Gaspare Bisceglia

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