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Il sindaco di Castel Volturno Scalzone ormai delira.

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Caro Scalzone, da tempo ti ho notificato che non sei mio interlocutore, e ancora una volta attraverso un articolo, pubblicato oggi sulla Gazzetta di Caserta, mio malgrado mi ritrovo coinvolto nei tuoi deliri. Mi dispiace, ma non posso seguirti in questi metodi insulsi, vili e pericolosi che continuamente adotti verso chiunque osa mettere in evidenza le tue malefatte o quelle di qualche tuo spregiudicato sostenitore, che da tempo sono motivo d’attenzione della Magistratura. Nei tuoi confronti non ricorrerò alla denuncia personale , non mi appartiene per etica e per stile… invito te, che invece sei abituato a tali metodi…a nasconderti dietro potentati politici, a dimostrare con atti certi

(numero di delibere- determina di pagamento o  altro documento verificabile) le infamie di cui ti fai portavoce da pifferaio stonato. Vieni a chiedere a me conto delle licenze del Giolì? Rispondi invece a questa domanda semplice: chi ha dato le licenze commerciali?

Ma quando la smetterai di suonare flauti per addormentarci?

Ci piacerebbe che la nostra azione fosse compresa da quei cittadini attenti che sono stanchi di essere presi in giro, stanchi di essere derisi dai soliti menestrelli al servizio del solito padrone. Naturalmente il padrone è quello di sempre, quello che come nelle poesie di Prévert fa la pioggia ed il bel tempo a piacimento, ma costantemente ai danni della povera gente priva di ombrello e di parasole. Gli ultimi eventi, qui da noi, toccano la nostra coscienza civile e coinvolgono l’etica di una società che, troppo mite e per troppo tempo assopita

in una compostezza supina, non potendone più ora, grida e si ribella a prepotenze divenute insopportabili come  la commistione tra politica corrotta e criminalità organizzata . Noi chiediamo unicamente che si faccia luce su tutto e tutti, e non intendiamo farne una “guerra” ideologica, ma facciamo nostro il pensiero di Paolo Borsellino: quando ad essere indagato è  un uomo delle istituzioni non si aspetta la condanna, ma è l’ETICA che impone un passo indietro. Scalzone lo comprende?

 

(Tommaso Morlando)

 

C.V. 29/07/2011

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