“1001 storie e curiosità sul grande Napoli che dovresti conoscere”: un tuffo nella storia per rivivere gli 87 anni della passione azzurra

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… continuo di pagina 26 INFORMARE 2014.

Autori di 1001 storie e curiosità sul grande NAPOLI che dovresti conoscere,Dario Sarnataro e Giampaolo Materazzo hanno ripercorso gli 87 anni della squadra azzurra tra storia, curiosità ed aneddoti davvero interessanti e affascinanti.

 

Dove, quando, come e a chi è venuta l’idea di scrivere questo libro?
SarnataroIo devo ringraziare Giampaolo Matarazzo. È lui l’artefice di questo libro. La Newton Compton, con cui Giampaolo ha già scritto “101 gol che hanno fatto grande il Napoli” ha avuto l’idea di continuare questa manualistica e Giampaolo me l’ha proposta, iniziando quindi insieme quest’avventura molto bella, gratificante, emozionante ma anche faticosa.
 
MaterazzoDario mi ringrazia ma sono io a dover ringraziare lui. È stato una risorsa infinita di aneddoti e curiosità che è riuscito a ricavare da tutte quante le amicizie come i qui presenti Beppe Savoldi e Gianni Improta ma anche Taglialatela, Bruscolotti che lo hanno riempito di informazioni. Quindi il libro ha preso forma, raccontando questi 1001 racconti che sono tutta quanta la storia del Napoli.
 
Quanto è stato difficile scavare nel lontano passato del Napoli?
SNon è stato un lavoro semplice. Abbiamo raccontato tutto, dai successi ai profili più inediti grazie anche  all’emeroteca (raccolta di giornali, riviste e periodici nelle biblioteche pubbliche ndr), cercando di ricostruire nei dettagli gli episodi del passato.
 
MCi abbiamo impiegato circa un anno per scrivere questo libro. Pensavamo inizialmente non ci fossero 1001 cose da raccontare e invece dopo un po’ abbiamo anche dovuto selezionare cosa scrivere e cosa potesse interessare di meno perché sono ben più di mille i racconti da poter fare sul Napoli.
 
tumblr_mwyer5x90M1sivmnko1_500Dal 1926 è una grande storia. Ma qual è il ricordo più bello che avete voi?
SLa mia prima partita al San Paolo, 25 ottobre 1985, Napoli-Verona che finì 5-0 con il gol di Maradona a pallonetto su Giuliani. Poi il ricordo dello scudetto è emozionante perché eravamo piccoli ma coscienti di quella storica vittoria. Mi sono emozionato anche a raccontare le vicende inedite dell’acquisto di Maradona perché abbiamo scritto qualcosa che nessuno finora ha mai scritto quindi è un successo.
 
MDa fine anni ’70 in poi cominciano ad esserci ricordi di “prima mano” e sicuramente nei 7 anni di Maradona abbiamo vissuto delle emozioni enormi.
 
Tanti campioni scritti e raccontati. Il beniamino rimane Diego?
SDiciamo che tra quelli “terrestri” hanno un posto importante per classe e talento i vari Careca, Savoldi, Cavani e per attaccamento alla maglia i vari Bruscolotti, Gianni Improta e Antonio Iuliano. Anche persone come Reja che sono rimaste nell’immaginario collettivo per la grande signorilità.
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MCareca è stato uno dei più grandi in assoluto. Io sono dell’avviso che se Cavani fosse rimasto anche solo un mese avrebbe superato il record di gol segnati e oggettivamente un calciatore che ha fatto  104 gol in soli 3 anni con la maglia del Napoli è un calciatore assurdo ed insuperabile. Grazie a lui la società è riuscita a fare una squadra più forte rispetto a quella che avevamo lo scorso anno e penso che Cavani, anche se non fosse ai livelli di Careca, Altafini e Vinicio, io ritengo sia la vetta più alta dopo Maradona che abbiamo avuto al Napoli.
 
Quando a questo libro si potrà aggiungere la storia del terzo scudetto?
SIo credo che il progetto con Benitez deve portare qualche vittoria altrimenti sarebbe un progetto monco. È un tipo di progetto ad ampio raggio, nel senso che Benitez ha fatto capire che sta lavorando sulla mentalità, sulla struttura societaria che la cosa più importante e sulla struttura di squadra, avendo già cambiato molti giocatori. Se continua così, se non lo fanno stancare con mancanze, critiche e pressioni io penso che in 2-3 anni si può vincere lo scudetto.
 
MIo sono solo tifoso, quindi scaramantico. Non parlo mai di possibili vittoria. Poi la storia del Napoli, se facciamo eccezione del settennato di Maradona, non abbiamo vinto praticamente nulla. Quindi il tifoso del Napoli deve soffrire. Poi il cammino intrapreso sembra possa portare dei frutti ma per quanto riguarda le eventuali vittorie queste sono degli incastri, dei mosaici che si vanno a perfezionare. Quest’anno molte persone sono un po’ deluse ma non dimentichiamoci che la Juventus ha fatto 55 punti su 60 disponibili. Poi lasciamo perdere il discorso degli aiuti perché possiamo dire oggettivamente che se il Napoli fosse stata la Juventus oggi avrebbe almeno 4 punti in più, non venendo penalizzato in determinate occasioni. Il Napoli per vincere ha sempre dovuto soffrire.
In effetti è così. Il napoletano adda suffrì. Sofferenza ed esplosività emotiva sono incastrate tra i nucleotidi del DNA di un napoletano. In fondo, l’entusiasmo è il fratello della sofferenza.
Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!