10 ottobre 2014 : Giornata Mondiale della Salute Mentale.

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Il Presidente

10 ottobre 2014 : Giornata Mondiale della Salute Mentale. I Convegni sulla materia, anche quello voluto recentemente dalla CEI, non risolvono né le condizioni dei malati, delle loro famiglie, soprattutto quella della sicurezza dei cittadini !

 

Nella possibilità o meno di rimuovere gli ostacoli che si frappongono verso i malati psichici, tema discusso nel Convegno voluto dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI dal titolo : “ La malattia mentale: una emergenza. La Psichiatria in tempi di crisi “, i convegnisti hanno tentato di spiegare questa grave ed urgente situazione che perversa in Italia .

 

Questo Convegno saggiamente voluto, è stato teso per sensibilizzare il pubblico sui problemi di salute mentale nel ricordo dell’uomo-malato debole ed indifeso, che come tale, non viene “aiutato” dalle risorse globali stanziate ancora insufficienti in Italia e come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale Sanità, per l’espandersi dell’aumento delle necessità distribuite in maniera difforme tra nord e sud nel mondo.

 

Il tema centrale voluto dall’ONU nella Giornata Mondiale della Salute di quest’anno 2014 riguarda la tecnologia per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità, non ha trovato riscontro, ma solo inutili chiacchiere che non hanno risolto, proposto, introdotto alcun suggerimento alle Istituzioni, ma evidenziato che l’uomo e la famiglia sono in pericolo da disordini mentali o neurologici, depressivi, demenziali . Petizione 2013

 

Molti problemi di salute sussistono e nel maggio 2013 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato un Piano d’Azione fino al 2020 ritenendo prioritario la coordinazione dei servizi sociali e sanitari per trattare in forma più adeguata la salute pubblica a  partire dall’adolescenza fino alla tarda età .

 

Secondo i dati Istat ultimi nel Rapporto Annuale del 28 maggio 2014 “tra i 28 Paesi della UE, l’Italia è settima per la spesa in protezione sociale” ed “ esso ci offre uno spaccato degli andamenti demografici, delle condizioni di vita delle famiglie e delle politiche di welfare del n/s Paese” e “ la spesa destinata alle persone con disabilità, nel 2011 è stata pari in Italia al 5,8% “ a fronte del 7,7% della media europea.

 

Il Capitolo 4 del “ Rapporto” non considera la situazione economica delle famiglie con almeno un membro con disabilità, figuriamoci dove insiste e persiste un malato psichico dove una cruda realtà i “tagli” sulla Sanità sono intensi, compreso quelli scarsi economici, soprattutto non legislativi per questo settore .

 

In Italia le persone con più di 65 anni ,oggi 2014, costituiscono il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25%, eppure mancano Case di Riposo in grado di garantire una adeguata assistenza di tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e sanitari sono notevoli lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata. Ci chiediamo se questa carenza non sia una forma di strisciante eutanasia mascherata.

 

Spesso e volentieri si “coltiva” e si diffonde il concetto di una certa filosofia al fine di ottenere una corretta e maggior informazione verso la malattia mentale, intesa a superare lo stigma sociale, l’esclusione, il pregiudizio, la discriminazione .

 

Quello che ci ha “colpiti” in quel Convegno, non vogliamo fare nessuna polemica, né recriminazione, ma solo esaminare in breve, uno spunto di riflessione ed interpretazione, nel non aver visto e sentito il non dire “basta con gli slogan”, come ha ricordato Mons. Nunzio Galatino Segretario Generale della CEI. Il riferimento è allo stigma sociale, all’esclusione sociale, al pregiudizio, alla discriminazione, per chiarire e chiudere una vicenda d’interpretazione di una legge ( quella che ha “chiuso i manicomi) che ha lasciato la famiglia sola,  con essa la società ed in ambiguità la psichiatria .

 

Lo stigma sociale, cioè l’impronta il suggello la vergogna la paura il timore di essere additati alla gente, è ipotesi vecchia e stravecchia che poco sussiste nell’animo umano e nella solidarietà del quotidiano, perché non è qui che si devono ricercare queste evenienze e queste affermazioni che lasciano noi e l’opinione pubblica attonite, soprattutto sconcertate le famiglie di questi “desaparecidos della n/s civiltà .

 

L’esclusione sociale : direi, è l’emarginazione avvilente dei malati. Il pregiudizio : si deve parlare di paura, in quanto siamo di fronte ad un nemico invisibile, incontrollabile,  come i giornalieri episodi di lucide follie che riempiono le cronache dei mass media. La discriminazione si combatte nel rispetto dell’art.13 del Trattato di Amsterdam verso il “modello sociale” onde trasportare in provvedimenti legislativi italiani la Direttiva Comunitaria entro il 31 dicembre 2003.

 

La vergogna da stigmatizzare è nelle leggi 180 e 833 del 1978 che non hanno sufficientemente programmato servizi specifici in strutture adeguate, lasciando solo i Servizi di Diagnosi e Cura negli Enti Ospedalieri Generali, dove a volte non esistono Reparti di Accettazione per urgenze in TSO. Dove poi esistono, i “malati” vengono riempiti di psicofarmaci o manciate di pillole sufficienti da far tornare a casa dopo 7 giorni ( salvo altra conferma) ai sensi dell’art.35 legge 833. Ecco essere una parte della psichiatria in tempo di crisi economica, direi soprattutto morale .

 

E’ vergognoso e profondamente contradditorio che ancora esistono Cliniche Private, peraltro assai costose, 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, persone con disordini mentali nelle carceri, *http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_più_attenzione_ai_disabili/1105415. “Alle fondamenta della civiltà, della dignità umana e dei suoi diritti, non possiamo tacere “(Presidenza CEI 2 agosto 2014 ) ed aggiungo dobbiamo avere coraggio  !

Allora per riprendere le parole del Segretario Generale della CEI “ bisognerebbe chiedere alla gente se sta trovando le risposte non annunciandole, ma affrontandole “, senza dimenticare : “ Perché i disabili mentali ricevano l’amore di cui hanno bisogno per una vita dignitosa” ( Intenzioni del Papa affidate all’Apostolato della Preghiera per il mese di settembre 2014 ).

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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